Collepasso nel 1900 e Collepasso nel 2000

Questo è Collepasso nel 1900, come si presentava.Collepasso nel 1900Collepasso nel 2009

Questo è Collepasso come si presenta ai giorni nostri. 

 

 

 

 

13 ottobre 1914: i tumulti di Collepasso

Collepasso, paese di 7 anni e composto da 2700 anime, diventa clamorosamente oggetto di spaventose rivolte, sfociate in una sorta di guerriglia urbana tra fazioni politiche.

Facciamo un passo indietro: le elezioni amministrative del 28 giugno vedeva contrapposti il sindaco uscente Conte Carlo Viva del Gado (sindaco dal 1912) e lo sfidante Luigi Costa. 20 voti di differenza segnarono la vittoria dello sfidante, che riuscì a porre in Consiglio Comunale 12 consiglieri, contro i 3 della lista di don Carlo Viva. Il sindaco uscente non accettò la sconfitta e mise in atto una serie di iniziative per boicottare l’insediamento.

Già nel primo Consiglio del 14 luglio, il consigliere di minoranza Mino Cataldi sollevò delle eccezioni circa i requisiti di eleggibilità su alcuni neo-eletti, in quanto analfabeti. Il presidente Luigi Costa obiettò ed il tutto terminò con un abbandono dell’aula da parte della minoranza.

In seguito, la Prefettura annullò le deliberazioni consiliari, in quanto viziate nella forma, poichè il Consiglio doveva essere presieduto dal sindaco uscente Carlo Viva, e non dal sindaco eletto. Allora il nuovo Consiglio fu reinvestito il primo settembre.

Nel frattempo, vennero distribuiti in paese VOLANTINI STAMPATI ATTACCANTI LA PARTE VINCITRICE, per “brogli elettorali” (i votanti erano 616) e l’estate fu ancora più calda in quanto gli oppositori del Costa mescolavano minacce sia politiche sia al parroco del paese, procedendo contro il nuovo Consiglio anche in via istituzionale.

La situazione precipitò quando il Prefetto inviò 10 carabinieri in paese, che provvidero ad insediare i nuovi uffici comunali (occupati dalla vecchia giunta, restia ad andarsene) a casa di Luigi Costa. La situazione era diventata snervante all’inizio di ottobre, quando, nella festa per l’anniversario di San Francesco d’Assisi alcuni capi del partito di Viva uscirono ubriachi in paese e cominciarono a svolgere atti intimidatori contro i neo-consiglieri, a Luigi Costa innanzitutto. Ma la cosa più assurda è che gli attacchi continuarono anche dopo tale occasione.

Così arriviamo al 13 OTTOBRE.

Arrivano in piazza circa 50 soldati, per poter forzare il municipio, coattamente occupato dai vecchi amministratori (il municipio di allora è lo stabile dello studio dell’ing. Pietro Traldi, di fronte all’ottica Tiziano, ndr). Già di prima mattina alcune donne cominciano a manifestare lì vicino al municipio, ma la folla cresce spaventosamente e si raduna lì vicino circa un terzo della popolazione collepassese.

Alle ore 12, Luigi Costa, di ritorno da una trasferta di lavoro coi suoi colleghi consiglieri, si reca al municipio, dove viene scortato da una ventina di soldati e carabinieri. All’arrivo del gruppo di consiglieri, la folla comincia ad urlare e ad insultare, innegiando Carlo Viva. Allorchè la situazione precipita in maniera clamorosa con il lancio dei primi sassi, che distruggono i vetri delle finestre. I carabinieri intimano la folla ad andare a casa, facendo squillare la tromba. Ma niente. Allora INTERVENGONO I SOLDATI.

I militari cominciano a caricare con la baionetta e la folla replica col lancio di sassi e le botte dei bastoni, aggredendo i soldati che sono rimasti di guardia. Forse un tenente dei carabinieri ferisce in modo grave con la sciabola un manifestante, e cominciano ad arrivare pietre anche dai seguaci del Costa dalle terrazze delle case. La collutazione è violentissima e sanguinose: SONO UNA SESSANTINA I FERITI GRAVISSIMI, e 27 persone sono denunciate, mentre 5 di loro sono addirittura condannati a due mesi di reclusione.

In seguito, la notizia venne divulgato dai giornali, e Collepasso divenne tristemente famoso per tale guerriglia. Due giorni dopo la stragrande maggioranza della popolazione manifestò per Luigi Costa, che intanto, però, sarà rigettato dalla carica in seguito alla decisione della Corte d’Appello di Trani.

1 ottobre 1969: viene abbattuta la fontana fascista

Dopo circa 25 anni di glorioso “servizio”, la fantastica fontana monumentale fascista opera dello scultore Sisinni di Maglie viene demolita. La fontana rappresentava i quattro fasci littori e due aquile imperiali.

Lo sconcerto dei cittadini è enorme, e tale decisione assunta dalla giunta del sindaco Pippi Errico non è molto apprezzata popolarmente. La deliberazione di giunta spiega che la fontana è ormai fatiscente e precaria nella condizione, mentre molti cittadini protestano poiché, secondo loro, la decisione è frutto di ostruzionismo politico.

La sera stessa i consiglieri di minoranza della Lista Civica e di MSI pubblicano vari volantini per esprimere il disappunto.

La fontana fascista è sostituita con un’altra costruita di serie, opera della Ditta Leo Bergami di Bologna.

12 agosto 1943: viene inaugurato il Palazzo Comunale

E’ un caldo pomeriggio estivo. La Guerra impazza ed il giorno prima viene distrutta dagli Alleati la città di Terni, causando centinaia di vittime.

Per Collepasso è una data abbastanza importante: dopo un quindicennale lavoro di costruzione viene inaugurato il Palazzo Comunale, il Municipio, o detto in dialetto collepassese La Comune.

Dal 1912 al 1916 la sede comunale è stata sita nello stabile all’angolo di Piazza Vittoria, venendo dalla piazza e, girando a destra, scendendo in direzione Galatina (attualmente sede di lavoro dell’Ing. Pietro Traldi e dell’avv. Fabrizio Mangia, ndr).

Per otto anni a fungere da municipio fu lo stabile di proprietà della famiglia Pesce (alle spalle dell’attuale municipio, ora di proprietà De Benedetto, ndr) ed altre sedi furono in via Papadia (ora via Armando Diaz, ndr) ed in via Vittorio Veneto.

Nel 1929 l’avv. Germano D’Amanzo, potestà di Collepasso, diede l’incarico ad un geometra suo omonimo di Lecce di redigere una perizia di stima di un ex locale facente parte in passato della Masseria Tafuro, acquistato dalla famiglia Macrì di Cursi.

Con somme private, venne acquistato dal Comune per 50.000 Lire lo stabile, e dopo sei mesi venne redatto dall’ing. Mazzotta di Lecce il progetto del palazzo municipale, che il commissario prefettizio Giuseppe Rotella approvò all’inizio del 1932.

Nel 1934 i lavori di costruzione vennero affidati alla ditta Monteduro Leone Cosimo di Floriano di Sannicola, che si ritirò tuttavia nel 1936 a causa di difficoltà economiche e tecniche, in quanto il progetto fu cambiato per ben tre volte.

Cosicché, passando al 1937, i lavori vennero frazionati e scomposti, e la ditta Mauro Nicola di Galatina si occupò della muratura, mentre alla ditta del maestro Calabretti, nel 1939, venne affidata la costruzione delle strutture in legno (Collepasso dal 1936 al 1945 era sorretto da un commissariamento ministeriale, ndr).   

Dopo aver ampliato per motivi di comodità la struttura in muratura (pagato coi fondi privati del sig. Quintino Gianfreda), ed aver completato tutti i lavori nel 1940, il palazzo è pronto.

Passati tre anni dalla fine dei lavori, il palazzo cominciò a funzionare. La bellezza incredibile della struttura da compimento alla Chiesa caduta (sita dove ora c’è il complesso del mercato coperto, ndr) e si presenta in stile gotico, con la torre centrale elevata e le due ali di fianco, col prospetto rivolto verso la Torre dell’Orologio (in seguito vennero innalzate le due ali dell’edificio, per rendere un ambiente omogeneo, ndr).

13 maggio 2001: elezioni politiche anche a Collepasso

Collepasso è in fermento per le elezioni politiche nazionali: in campo ci sono due coalizioni, ovvero La casa della libertà di Berlusconi e l’Ulivo di Francesco Rutelli.

I telegiornali nazionali acclamavano la vittoria in Spagna del partito Nazionalista Basco alle elezioni per il Parlamento Regionale, ed in Italia si attendeva il nome del nuovo premier: il sindaco uscente di Roma (Rutelli) contro il Cavaliere (Berlusconi).

Collepasso è un paese tipicamente orientato verso il centro-destra, ed anche in questo caso non si smentisce. Tre le schede in gioco: quella dell’ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI – SISTEMA PROPORZIONALE (per l’elezione di 11 deputati), quella dell’ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI – COLLEGIO UNINOMINALE e quella dell’ELEZIONE DEL SENATO.

Per il collegio UNINOMINALE sono 4.571 i votanti collepassesi (pari al 74% degli aventi diritto): i candidati sono Lucio Maiorano (Di Pietro), Elio Spagnolo (DE), Claudio Penza (Fiamma), Salvatore Antonaci (Bonino), Rino Dell’Anna (CDL), Rocco Renato Maggi (Ulivo).

  • Maiorano (DI PIETRO)  102 voti  (2,45 %);

  • Spagnolo (DE)                  180 voti  (4,33 %);

  • Penza (FIAMMA)             102 voti  (2,45 %);

  • Antonaci (BONINO)        41   voti  (0,99 %);

  • Dell’Anna (CDL)          2.398 voti  (57,64 %);

  • Maggi (ULIVO)             1.337 voti   (32,14 %).

  • nulle                                156 schede (3,41 %);

  • bianche                          255 schede (5,58 %).

Per il PROPORZIONALE votano 4.570 elettori, e ci sono in gioco 16 liste, per cui avvengono vari frazionamenti di voti:

  • LEGA D’AZIONE DEL SUD       8 voti (0,19 %);

  • CCD-CDU                                    167 voti (3,99 %);

  • DI PIETRO                                  131 voti (3,13 %);

  • ABOLIZIONE SCORPORO        7 voti (0,17 %);

  • FORZA ITALIA                      1.764 voti (42,16 %);

  • VERDI                                          51 voti (1,22 %);

  • DS                                                418 voti (9,99 %);

  • PSI                                                20 voti (0,48 %);

  • COMUNISTI                              28 voti (0,67 %);

  • PAESE NUOVO                           5 voti (0,12 %);

  • BONINO                                     43 voti (1,03 %);

  • AN                                              697 voti (16,66 %);

  • DE                                              126 voti (3,01 %);

  • RIFONDAZIONE                     71 voti  (1,70%);

  • FIAMMA                                     84 voti (2,03 %);

  • MARGHERITA                       564 voti (13,48 %);

  • nulle                                          152 schede (3,33 %);

  • bianche                                     234 schede (5,12 %).

Vittoria per Forza Italia, sorprende in seconda piazza Alleanza Nazionale e deludono i DS, che si piazzano quarti dietro la Margherita. Per il SENATO sono 4.070 i votanti:

  • LEGA D’AZIONE DEL SUD  (Candidato CESARE COLIZZI)                8 voti (0,22%);

  • FIAMMA                                    (Candidato GIUSEPPE PICCINNI)       88 voti (2,37%);

  • ULIVO                                        (Candidata M. ROSARIA MANIERI)  1.105 voti (29,74%);

  • DI PIETRO                                (Candidato CARLO MADARO)             118 voti  (3,18%);

  • BONINO                                    (Candidato GIUSEPPE NAPOLI)            33 voti  (0,89%);

  • RIFONDAZIONE                    (Candidato APOLLONIO TUNDO)         67 voti  (1,80%);

  • CDL                                            (Candidato FRANCESCO CHIRILLI) 2.143 voti (57,67%);

  • FILOGRANA PER IL SALENTO (Candidato GIUSEPPE ORLANDO)  51 voti (1,37%);

  • DE                                              (Candidato GIUSEPPE DORIA)                103 voti (2,77%).

Tutte le sezioni sono in mano alla CDL, ovvero a FORZA ITALIA.

La sezione più incerta è stata la numero 2, che conta circa 80 voti di distacco tra centrosinistra e centrodestra.

10 settembre 2002: Marco Travaglio a Collepasso

Marco Travaglio è un giornalista di “Repubblica”, autore di vari libri e soprattutto di varie collaborazioni con televisioni straniere, tra cui spagnole ed americane. E’ considerato un giovane ed aitante giornalista, oltre che il più informato sui processi a carico del Premier Silvio Berlusconi.

La scarsa organizzazione dell’evento ha fatto sì che Travaglio abbia presentato il suo libro “MANI PULITE, LA VERA STORIA” in una sala riunione semideserta; un Antonio De Matteis divertito ed incalzante dava il là a domande abbastanza scottanti tra cui quelle su Michele Santoro e Daniele Luttazzi, epurati dalla Rai (insieme allo stesso Travaglio), il primo per aver cercato una par condicio anche fuori dalla campagna elettorale, dando spazio a tutte le voci politiche, il secondo per aver ospitato Marco Travaglio in una puntata choc della sua trasmissione “Satirycon” in cui il giornalista, con atti di procure e magistrature (perciò ufficiali), rivelava imbarazzanti e traumatizzanti verità sul Cavaliere.

18 agosto 1955: centenario della costruzione della Chiesa Madre

Collepasso è in festa: la Chiesa “Beata Vergine Maria” compie 100 anni. Essa fu donata dalla nobildonna Consiglia Pesce nel 1865 ed è stata, per circa un secolo, l’unico luogo di ritrovo religioso di Collepasso. La Chiesa, in realtà, venne eretta nel 1625 e presenta una pianta in croce latina (con mononavata e senza colonnati) disegnata dall’Arch. Filippo Bacile ed all’interno si possono ammirare delle opere dell’artista salentino Don Michele Rizzo. È costruita in carparo e pietra leccese, è priva di colonne ed ha una grande cupola ribassata.

Il Centenario è festeggiato degnamente dal parrocco don Salvatore Miggiano con la partecipazione massiccia popolare che trova nell’orgoglio ecclesiastico l’unico motivo di conforto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Commozione anche per il sindaco, avv. Germano D’Amanzo, che si lasciò andare a parole di conforto e di sicurezza allo stesso tempo verso la gente collepassese.

23 agosto 1944: don Salvatore Miggiano è il nuovo parroco di Collepasso

Don Salvatore Miggiano, di Cerfignano, già Economo Curato alla morte di don Lorenzo Manta, vanta una decennale esperienza di sacerdozio. Nasce nel 1912 e prima della sua nomina ha insegnato al seminario arcivescovile per 8 anni. Il suo apostolato durerà 46 anni, sino al 1990. La sua nomina arriva il 23 agosto 1944, mentre viene liberata Marsiglia e la Romania passa agli Alleati.

Nel novembre 1948 organizza la sua prima MISSIONE CITTADINA, invitando Padri Cappuccini di tutte le province pugliesi, per una riflessione sui Comandamenti.

Nel 1952, in qualità di Vicario Cooperatore, gli viene affiancato il parroco Don Marco Guido, che in seguito, sei anni dopo, verrà nominato parroco di Cerfignano.

Nel 1954 organizza una missione, ospitando stavolta i Padri Passionisti, e, nel 1961 è la volta dei Padri Redentoristi, per festeggiare la Festa dell’Immacolata ed ereggere sulla nicchia della torre dell’orologio un’immagine della Madonna Maria Vergine.

Nel 1963 viene nominato vice-parrocco di Don Salvatore Miggiano il catanese Don Celestino Tedesco, e nel 1984, per sua volontà viene eretta una Chiesa, intitolata a San Francesco.

Lascia il posto a Don Oronzo Orlando nel 1990, e torna a vivere a Cerfignano dove morirà il 29 giugno 2003.

 

 

8 maggio 1966: se ne va Giovanni De Simone

Collepasso piange Giovanni De Simone. La notizia rimbalza da casa a casa, e mentre il tg Nazionale parla della vittoria per 4-0 della Fiorentina sul Varese e sulla critica americana sulla repressione anticomunista in Indonesia, Collepasso è sotto shock dalla notizia.Stella del Colle 1965-66

Giovanni, 17 anni, giocatore di calcio della Stella del Colle, era considerato un giovanotto di bellissime speranze nello sport, assieme a ragazzi quali Vincenzo Mastria, Carlo Marra, Vincenzo Marzano e Masetto De Simone. Si era sentito male una settimana prima in occasione di una partita ad Uggiano La Chiesa, dopo aver bevuto un po’ d’acqua gelata. Se ne è andato per un’occlusione intestinale.

Nella foto Giovanni è il secondo da sinistra in basso.

5 marzo 2006: i cittadini scelgono il candidato sindaco

Per la prima volta i cittadini collepassesi possono scegliere, mediante lo strumento delle elezioni primarie, un candidato sindaco.

L’iniziativa proviene dall’Unione di centrosinistra, coalizione comprendente i partiti DS, Margherita, Comunisti Italiani e Rifondazione.

Vista l’incertezza ed il dubbio sul futuro candidato sindaco, la segreteria della coalizione ha deciso di lasciare la scelta ai cittadini.

I candidati sono Alfredo Gianfreda, Pantaleo Gianfreda e Vito Perrone, che sono, diciamo così, gli unici “superstiti politici” della lista Alleanza Democratica che governò anni fa.

Le elezioni, tenutesi alle Scuole Elementari, hanno registrato 879 votanti: Vito Perrone raccoglie 431 preferenze, Pantaleo Gianfreda 233 mentre Alfredo Gianfreda 192 voti.